Le vedute del Monte Ginepro

Panorama
Divertimento
Impegno fisico
Difficoltà tecnica
Media

Non tutte le ciambelle escono con il buco, anche se questa aveva tutti gli ingredienti giusti: la zona selvaggia del giro, i panorami, la descrizione sul sito, ma il nostro cuore da AM non ha retto i 600m di discesa persi su sterrata e poi su asfalto; difatto un trash trail. Il giro ha un grosso potenziale deve solo essere migliorato, anche se la zona offre pochi spunti.

Lasciamo la macchina in uno spiazzo vicino a dei castagni e iniziamo in discesa, con il senno di poi partirei alla fine della discesa iniziale in un parcheggio di un bar.

Ci facciamo 12km di asfalto tra scendi e sali. Per fortuna l’asfaltata che si dirige a Prato di Campoli, un’area senza via d’uscita, risulta a basso traffico veicolare.
L’asfaltata entra in un bosco ed il colore delle foglie autunnali ci fa dimenticare il dolore del fondello e della lunga asfaltata. Il panorama davanti a noi è stupendo. Lasciamo l’asfalto per una comoda sterrata che sale con pendenze variabili ma sempre fattibile. Arriviamo al relitto dell’aereo dove finisce il sentiero, proseguiamo per un bosco sporco che lascia poche speranze ai pedalatori e spingiamo. Da qui in poi è quasi tutto a spinta con brevi tratti sui pedali. Usciti dal bosco il panorama è lunare. Montagne di pietre ci circondano, un paesaggio selvaggio e solitario che ci fa immergere in un realtà molto lontana dalla nostra, siamo estasiati. Gli unici a farci compagnia dei cavalli allo stato brado che pascolano tranquillamente.

Entriamo in un valle a destra il Monte Passeggio e a sinistra il Monte Ginepro. Il giro costeggerebbe solo il Monte Ginepro per dirigersi verso il Monte Bello ma ovviamente decidiamo di dare una sbirciatina alla vetta più alta vicino alla nostra traccia. Mai idea fu più giusta lo spettacolo è incredibile. Il giorno prima aveva piovuto così oggi ci ritroviamo una giornata limpida e con visibilità eccezionale. A ovest abbiamo i nostri monti Ernici preferiti: la Monna e il Crepacuore; a nord maestoso, il Velino; a est: la catena dei monti della Meta, i monti Marsicani ed in lontananza, i più alti di tutti, i monti della Majella. E’ incredibile sono tutti qui davanti a noi, siamo su una montagna perfetta che ci da modo di rievocare i nostri giri più belli, solo questo vale la pena.

Mangiamo godendoci il panorama in silenzio ognuno immerso nei suoi pensieri. Purtroppo tira vento e dobbiamo lasciare questo posto. Scendiamo free free dal monte fino a raggiungere la graziosa Madonnina del Monte Bello. Da qui la discesa si dimostra ostica al limite del fattibile per raggiungere qualche centinaio di metri sotto il sentiero nel bosco. Sergio si diverte a funamboleggiare tra le rocce, io cammino. Raggiunto il bosco il sentiero si dimostra un bel single track flow, sporco quanto basta, ma che ci permette di divertirci molto. Al terzo km di questa bella discesa tutto finisce su una sterrata. Noi speriamo che sia uno scherzo, ma poi ricordo una frase finale nella descrizione del giro che parlava di ultimi 5km di sterratone veloce. Io e Sergio non ci rassegnano e prendiamo il primo sentiero sporco e sassoso che troviamo e avariamo per un pezzettino, ne vale la pena, purtroppo rifiniamo sullo sterratone. Da qui in poi non c’è speranza cerchiamo e scrutiamo ma restiamo a bocca asciutta. Ci consola la bella vista della Certosa di Trisulti e della Monna al tramonto.

Total distance: 33.81 km
Max elevation: 2008 m
Min elevation: 556 m
Total climbing: 1573 m
Total descent: -1536 m
Total time: 07:12:15
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