Mulattiera reale: Colle della Terra e Colle della Porta

Panorama
Divertimento
Impegno fisico
Difficoltà tecnica
Media

Il giro in programma oggi è assai impegnativo sappiamo che avremo da spingere almeno 600m e sopratutto che l’ascesa totale di oggi ha una cifra del tipo 1899m, per cui partiamo di buon ora.
Questo giro ha un importante peso storico, oggi noi ripercorreremo i sentieri del re e sono incuriosita da queste carrarecce. Sono sentieri incredibili, costruiti cento anni fa, per fare in modo che il Re Vittorio Emanuele II andasse in giro con la sua carrozza a caccia senza troppa fatica e senza morire di freddo. Tralasciando la funzione poco simpatica che avevano nei confronti degli animali che sono stati uccisi, sentieri di questo tipo mai erano stati pensati ed è insolito trovare su montagne così alte, carrarecce larghe più di un metro che con pendenza costante salgono su vette importanti oltre i 3000m. Per un biker questi sentieri sono oro ed il Gran Paradiso ne è pieno.

Partiamo dal Lago Serru preferiamo lasciarci i 700m di salita su asfalto per il finale. Qui siamo in alta montagna il tempo può cambiare, inoltre preferiamo arrivare freschi in quota dove ci sono i tratti più impegnativi. Scelta che io reputo assai saggia. Saliamo sul sentiero reale a tratti pedalando e tratti a spinta. Panorami molto belli e suggestivi. Giunti al 8km non pedaliamo più e con bici al fianco prima e portage dopo arriviamo al primo colle: Colle della Terra 2905m (circa 300m di ascesa). Ci sono vette intorno ma il nostro giro è ancora lungo. Davanti a noi la prima discesa. Siamo sempre sulla mulattiera reale. Iniziamo la discesa ma a breve una frana ci costringe a scendere a piedi, peccato perdiamo quasi tutto il dislivello che ci porta al lago Lillet. Il lago è stupendo ma ancora più bello è l’arena che lo racchiude tra la Vetta di Punta Foura e la Testa del Grande Etret entrambi oltre i 3200m. Superato il lago c’è poco da pedalare. Pietre smosse e pendenze ci costringono a scendere. Gambe allenate proseguirebbero qualche chilometro in più, ma io ricomincio a spingere. Per fortuna la strada è comoda, posso portarmi la bici al fianco e godermi il panorama. Spingiamo per quasi 200m di ascesa fino ad arrivare a colle La Porta. Uno spettacolo a 3005m con la vetta del Grande Etret e il panorama lunare che ci si staglia davanti. Una frana dietro l’altra ha reso questo posto unico, a simboleggiare la giovinezza di queste montagne che cambiano di anno in anno, le cui parti rotolano inesorabilmente laddove le gravità le chiama. Il sentiero del re ha resistito anche grazie all’aiuto umano e riusciamo, sopratutto Sergio, a scendere dentro questo sfasciume. Sembra che la discesa debba continuare all’infinito ma si apre davanti a noi un platoo con erba e acqua: siamo al lago Piatta, il paradiso dopo il purgatorio. Il sentiero prosegue ma io vedo solo Sergio che si lancia tra le nuvole e scompare alla vista, io mi affaccio e davanti a noi c’è la valle delle cascate. Il panorama cambia completamente, ora scendiamo su soffice erba verdissima dove mille cascate si impegnano a mantenerla tale. Io non posso che rimanere estasiata. La discesa diventa abbastanza tecnica, pietre, sempre quelle di prima, erba, acqua e tornantini da nose press mi mettono alla prova, Sergio è a suo agio. Ne approfitto per scattargli foto. Arriviamo finalmente in fondo a questa discesa, attraversiamo quei due o tre torrenti per ritrovarci a scendere ancora sul tratto più tecnico della giornata che da Alpe Beruil porta ad Alpe Forges. Io mi arrendo mentre Sergio inesorabile resiste alle rocce numerose e alle curve che si ripetono senza sosta. Dopo Alpe di Forges abbandoniamo il sentiero del Re, in fondo mi spiace ma dobbiamo tornare a casa. La discesa è ancora dura fino all’Alpe Loserai inferiore dove purtroppo si risale.
Siamo abbastanza stanchi, il giro è molto lungo, la discesa non certo flow mette alla prova gambe e braccia e di risalire non ci va proprio. Il panorama cambia ancora, qui siamo in zona di alpeggi sospesi su questo pianoro che guarda la vallata. Riusciamo a spingere la bici e non caricarcela in spalla e questo è ottimo e alla fine sono meno di 100m a spinta, fino ad arrivare a colle Sià. Guardiamo oltre a noi ed abbiamo solo una lunga discesa verso la valle, che non sembra molto vicina, ma possiamo dire che forse stavolta è finita. All’inizo la discesa è flow e molti divertente, arrivati il loc. Casa Bianca a 1900m entriamo nel bellissimo bosco ed io mi immagino una goduriosa discesa fino al lago di Ceresole Reale. Bene scordatevelo, è una pietraia continua mista a radici. Per fortuna le rocce sono fisse e non smosse e su queste me la cavo meglio, ma vi assicuro farsi 400m di discesa su questo sentiero ti mette alla prova, alla fine siamo davvero frullati, ma molto soddisfati, bello bello bello.

Ci fermiamo a Ceresole per mangiare qualcosa, provo a convincere Sergio a fare l’autostop per fare il recupero auto, ma vedo quella sua lucina negli occhi che dice “Non te la vuoi pedalare e sentirti un’eroina????” e così pensando alla fama e alla gloria, partiamo. La bora ci soffia contro e la strada è davvero lunga ma la pendenza, mai terribile, ci permette di arrivare vincitori al camper.

Riusciamo in 11h a concludere il giro di 40km e quasi 1900m, per me una vera impresa, ma che una volta nella vita un biker dovrebbe fare.

Distanza totale: 39.75 km
Altitudine massima: 3017 m
Altitudine minima: 1559 m
Totale salita: 1875 m
Totale discesa: -1898 m
Tempo totale: 11:14:55
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