Monviso, tour Cima delle Lobbie

Panorama
Divertimento
Impegno fisico
Difficoltà tecnica
Media

Cena al rifugio Quintino Sella, da un lato un piatto di polenta fumante e dall’altro la cartina scala 1:25000. Obiettivo? Da un lato rifocillarsi per la salita del giorno dopo sulla cima del Monviso, dall’altro cercare un modo di fare in discesa il sentiero fatto la mattina stessa a piedi per arrivare al rifugio evitando di fare lunghi portage. Finita la polenta e un paio di birre, finalmente individuiamo un anello interessante e con la conferma della sua ipotetica fattibilità da parte del gestore del Quintino Sella pianifichiamo l’escursione per il sabato successivo. Così è nata la prima escursione epica della nostra vacanza estiva (la seconda sarà il Tour del Matto).

Parcheggiata la macchina poco sopra Madonna della Neve iniziamo subito a salire direzione Colle di Luca, i primi 250m di ascesa pedalabili i restanti 400m un po’ a spinta e un po’ a spalla come da programma. Sul colle, davanti a noi si ergono i 3841m del Monviso, sulla nostra sinistra la lunga cresta frastagliata che porta a Cima delle Lobbie e sotto la valle piena di detriti che dovremo attraverseremo direzione Passo Gallarino. Fino al passo sono 4,5km per 400m di ascesa, sulla carta avevamo ipotizzato di spingerli tutti senza portage, per fortuna sarà così: il primo chilometro è un saliscendi e risulta grosso modo pedalabile, il restante lo spingiamo tra erba, rocce franate, sentiero e qualche tratto che rimane comunque pedalabile. Nonostante la “passeggiata” soft arriviamo a Passo Gallarino abbastanza provati, ne le doverose pause foto, ne il panorama sono riusciti a farci dimenticare la stanchezza accumulata in questa prima settimana di vacanza!!! Probabilmente con più riposo questi primi 1000m di dislivello sarebbero risultati meno faticosi e magari un po’ più pedalabili!
Dal passo ancora un’ultima fatica per arrivare con un bel sentiero a mezza costa, leggermente esposto e con alcuni passaggi tecnici al Passo di San Chiaffredo, sotto Punta Malta.

Dopo il meritatissimo riposo iniziamo a pensare alla agognata discesa. L’inizio, la valletta tra lago Lungo e lago Bertin, risulta molto flow e poco impegnativa, ci divertiamo a sfrecciare tra i numerosissimi omini di pietra. Poco dopo il bivio per il Bivacco Bertoglio le cose invece si fanno interessanti, inizia la zona franosa, con il sentiero che passa letteralmente su un letto di rocce anche abbastanza grandi, solo con un ottima tecnica e la giusta cattiveria si riesce a stare in sella. Continuando, un po’ alla volta le rocce finiscono e rimane solo il sentiero, stretto, a tratti molto ripido e con sfondo bello smosso, il livello tecnico rimane alto e farlo con il disco posteriore storto da una roccia che manda a vuoto il freno è veramente una sfida!
Cinquecento metri più in basso dei laghetti iniziali, ad una fonte, il sentiero si addolcisce un po’ per poi riprendere, una volta entrati nel rado bosco, ripido e tecnico. Questo per altri 400m di dislivello!

Provati dalla discesa, ci dirigiamo verso il Rifugio Bagnour, prima su mezza costa spingendo la bici a fianco, con brevissimi tratti pedalabili, poi 50m con la bici in spalla per l’ultimo tratto.
Al rifugio, relax con birretta mentre ci godiamo il panorama, un’altra chiacchera con il gestore che con un paio di consigli ci aggiusta l’ultima parte del percorso e via, giù di nuovo. Questa volta il sentiero è una favola, radici, rock garden e terreno di terra morbida, 300m di discesa da goduria pura!

Purtroppo le belle cose finiscono, così imbocchiamo il lungo traverso per Crous d’Alie. Il traverso un single track in sali scendi, causa stanchezza, ci risulta poco pedalabile e con alcuni tratti esposti mantiene l’attenzione alta, ma i panorami rimangono belli. Arrivati alla croce con un ultimo single track a tratti ripido, arriviamo all’asfalto. Ancora 200m di ascesa e siamo alla macchina.

Tirando le somme è un giro epico, durissimo, con lunghi tratti da fare a spinta (quasi 1000m di dislivello) e con la prima discesa veramente tecnica ai limiti della pedalabilità. Se non si è abituati a questo tipo di avventure meglio lasciar perdere, se invece si amano le sfide, i panorami alpini e i sentieri tecnici potrebbe essere un giro da consigliare, magari levando il lungo traverso finale.

Distanza totale: 28.48 km
Altitudine massima: 2776 m
Altitudine minima: 1547 m
Totale salita: 1600 m
Totale discesa: -1621 m
Tempo totale: 11:12:23
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Un commento su “Monviso, tour Cima delle Lobbie”

  1. Ciao, gran bel bel giro, fatto una volta e mezza quest’estate (primo tentativo a vuoto). Sicuramente la via meno faticosa per il San Chiaffredo in giornata.

    Trovo però consigliabile la partenza da Casteldelfino. Si sale a Bertines su asfalto, poi si prende il sentiero all’esterno dell’ultimo tornante prima di Alboin e lo si segue fino a Ciampanesio (si innesta su quello che avete fatto voi al ritorno). Questo permette di togliersi il traverso all’inizio e finire la gita in discesa senza la deviazione che porta al Rif. Bagnour; si scende diritti al Rif. Alevé, si attraversa la strada e si prende uno sterrato che porta a Casteldelfino. Oppure si passa da Gr. Pralambert e si scende direttamente a Casteldefino su un bel sentiero tecnico, ma c’è da fare il traverso sotto il Bagnour che come avete visto è un po’ una menata.

    Da notare anche la variante di salita che passa dal Lago di Luca invece che puntare diritto al colle, un po’ più dura con qualche tratto di portage ripido, ma in ambiente a mio avviso più interessante.

    Ciao,
    Maki

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